A Spasso con Isabella

Visita guidata ed animata con drammatizzazione teatrale in costume

Isabella Filomarino dei Principi di Roccadaspide, donna di grandi virtù, nasce a Napoli (?) nel 1605 (?) da Tommaso, stretto congiunto dell'arcivescovo Ascanio Filomarino. Il suo carattere deciso si forma a corte tra rappresentazioni teatrali, cui assiste, e lo studio delle opere letterarie più in voga. A soli 17 anni sposa uno dei feudatari più temuti e ribelli del meridione d'Italia, Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona, il “Guercio delle Puglie”. Trasferitasi nel castello Acquaviva diviene fautrice, con il consorte, di pie opere di carità e committente di alcune delle più belle opere d'arte in Conversano.

Preoccupata dell'educazione delle fanciulle delle nobili famiglie del luogo, fa sorgere il conservatorio di S. Leonardo presso l'omonima Chiesa di San Leonardo che affida alla regola del terzo ordine di S. Domenico. Il gran numero di giovani donne che aderiscono al progetto costringe Donna Isabella a provvedere diversamente, mettendo a disposizione delle sue pupille il convento e la Chiesa di San Giuseppe.

In questi stessi anni dà alla luce cinque figli. Cosimo, il primogenito, è per lei “un miracolo”: sarebbe stato guarito, infatti, per grazia ricevuta dai Santi Medici Cosma e Damiano (ma l'evento è ancora in discussione), ai quali per devozione Donna Isabella intitola l'antica chiesetta di S. Matteo, trasformandola, con l'ausilio dei più valenti artisti del regno, nella splendida Chiesa dei SS. Cosma e Damiano.

A corte riceve le più illustri personalità del tempo nelle sale del “quarto della galleria” in cui fanno bella mostra di sé arazzi, statue e quadri, tra cui spicca il Ciclo della “Gerusalemme Liberata” di Paolo Finoglio, da lei voluto per celebrare l'illustre casata che l'ha accolta (lo stesso Torquato Tasso, che lei aveva conosciuto a Napoli, aveva scritto negli ultimi anni della sua vita il sonetto: “In loda della casa Acquaviva”).

È questo il periodo in cui Isabella dimostra tutta la sua forza interiore. Mentre il marito langue nelle prigioni del re di Spagna, ella sfodera il suo fascino e agli stessi signori che hanno onorato la sua dimora chiede aiuto per il marito, vendendo parte dei suoi gioielli e assumendo su di sé il governo della contea. Devota alla Vergine del Carmelo, fa costruire la Chiesa del Carmine che dona alle Carmelitane. Alla sua morte le suore fanno dipingere un suo ritratto in segno di riconoscenza.

Luogo: Chiese di San Leonardo, San Cosma, San Giuseppe, Castello e Pinacoteca
Quando: In estate, nel cartellone degli eventi di Armida. Sempre, su prenotazione (min. 40 partecipanti).